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ALECAL
Atlante Linguistico-Etnografico della Calabria L’idea che ormai lingua e cultura
costituiscano le due facce di una stessa medaglia e che siano quindi un binomio
inscindibile, non trova un adeguato riscontro nella consapevolezza di tutelare i
patrimoni linguistici, senza che ciò equivalga a ‘forzati’ arresti dei
cambiamenti in atto nel dialetto, soprattutto per quanto riguarda la sua deriva
in direzione del codice egemone o verso altri codici.
Il successo di esperienze come quella dell’OLS (Osservatorio Linguistico
Siciliano), dell’ A.L.E.P.O. (Atlante Linguistico ed Etnografico del Piemonte
Occidentale), dell’ Atlante Toponomastico del Piemonte Montano, del NADIR (Nuovo
Atlante dei Dialetti e dell’Italiano per Regioni – modulo Salento), hanno
condotto all’ideazione del progetto AleCal, che rappresenta un momento
essenziale nella raccolta, nella catalogazione e nell’analisi del patrimonio
linguistico, nonché culturale, della regione Calabria. Tale patrimonio,
soprattutto sul versante linguistico, non sempre trova la necessaria attenzione,
nemmeno all’interno dei progetti che avrebbero l’obiettivo di salvaguardare il
patrimonio culturale, in senso olistico. Spesso è l’eccessiva estensione di
questi progetti a creare un ostacolo, o comunque una dilatazione dei tempi di
realizzazione di queste opere.
Tenuto conto di questi problemi, in linea con le nuove metodologie nella
raccolta dei dati e nella loro elaborazione, riconsiderando e modificando le
impostazioni tradizionali, la nostra ricerca prevede la definizione sempre più
approfondita delle partizioni dialettali calabresi per tutti i livelli
dell’analisi linguistica. A questo fine gli studi sono condotti solo in
determinati punti-località, che abbiamo chiamato ‘osservatori’, cercando di
coprire strategicamente l’intero territorio regionale e cercando di rispettare
la ripartizione linguistica della Calabria in quattro macroareee dialettali
proposta da J. Trumper. Tenendo conto che uno degli obiettivi principali del
progetto è quello di risolvere il problema della consistenza, della
confrontabilità e dell’integrazione dei dati che sono estremamente eterogenei, i
livelli dell’analisi e gli scopi del progetto sono suddivisi in:
- fonetica e fonologia: mappatura dei sistemi vocalici e
consonantici dei dialetti calabresi; individuazione e precisazione della natura
e dell’estensione di particolari fenomeni fonetici; confronti sistematici
interdialettali; - lessico-semantica: raccolta di lessici settoriali (lessico
fitonimico, zoonimico, ittionimico, ecc.) e delle attività umane ad essi
connesse; ricerche sul piano teorico e applicativo relativamente ai modelli di
rappresentazione della classificazione, con particolare attenzione al piano
linguistico delle etnoclassificazioni biologiche; - toponomastica: raccolta e
studio storico-linguistico dei toponimi; - tradizioni popolari.
I dati fonetici, linguistici, etnolinguistici, ecc. vengono inseriti
in un Data Base progettato ad hoc per l’atlante, e la pubblicazione finale
consiste in CD ROM multimediali relativi ai singoli paesi/punti osservatori che
partecipano al progetto. Questo infatti è nato grazie alla collaborazione delle
singole amministrazioni comunali che aderiscono all’iniziativa stipulando
un’apposita convenzione con il Dipartimento di Linguistica dell’Università della
Calabria. Allo stato attuale i punti osservatori sono costituiti dai seguenti
comuni:
Montalto Uffugo (CS) Aiello Calabro (CS) Rende (CS) Trebisacce (CS)
Guardia Piemontese (CS)
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